di Massimiliano Puntin

  1. Informazioni Generali

Il libro di Neemia scritto in forma autobiografica, anche se molto probabilmente è stato scritto da autori ignoti, circa a cavallo fra il 4 ed il 3 secolo a.c.

Il libro è diviso in 13 capitoli e racconta eventi relativi al periodo fra il 445 ed il 432 a.c. Tema centrale è l’attività riformatrice di Neemia a Gerusalemme, ed in particolare la ricostruzione delle mura della città.

Nota bene, come il precedente libro di Esdra, anche il libro di Neemia contiene molte liste dettagliate di persone ed eventi, rimanendo quindi nello stile della cultura Assira.

  • Presentazione Protagonista: Neemia

La scrittura non dà molte informazioni su chi fosse Neemia. Sappiamo che è figlio di Acalia, che era un giovane messo a servizio nel castello di Susa, coppiere personale del re persiano ARTASERSE. (cos’è un coppiere?). Discendente dalla tribù di Giuda

NEEMIA 1:1-3

1 Parole di Neemia, figlio di Acalia. «Nel mese di Chisleu del ventesimo anno, mentre mi trovavo nel castello di Susa, 2 Anani, un mio fratello, e alcuni altri uomini arrivarono da Giuda. Io li interrogai riguardo ai Giudei scampati, superstiti della deportazione, e riguardo a Gerusalemme. 3 E quelli mi risposero: “I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in gran miseria e nell’umiliazione; le mura di Gerusalemme restano in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco”.

Questo è l’incipit del libro. Il libro di Neemia tratta lo stesso tema del precedente libro (Esdra), ovvero la ricostruzione della città di Gerusalemme, del Tempio, e dell’unità di un popolo appena scampato da tre dominazioni straniere (l’ultima, quella Persiana, ancora in atto).

Qual’era la situazione a Gerusalemme in quel periodo?

NEEMIA 1: 3

NEEMIA 5:3

Neemia, allora, chiese il permesso al re Artaserse I Longimano di partire per aiutare la ricostruzione delle mura, ed aiutare il suo popolo, promettendo che dopo un certo periodo, sarebbe tornato a servizio al palazzo. Artaserse Acconsentì, e fu così che come era successo per Esdra, ricevette il nullaosta regale e dei salvacondotta da presentare alle varie regioni che avrebbe attraversato per raggiungere Gerusalemme, in modo da non esser fermato ed in modo da aver assicurato un viaggio sicuro.

Grazie a lui, i lavori di riparazione partono e vengono portati avanti, ma come era accaduto per Esdra, i popoli confinanti si mettono in mezzo:

NEEMIA 2:19-20

Tuttavia gli ebrei proseguono i lavori, e questa è la reazione dei loro nemici:

NEEMIA 4:7-8

Neemia dà ordini di armare metà degli uomini ebrei, a difesa della città, mentre l’altra metà avrebbe dovuto continuare i lavori (armati anch’essi di spada). I lavori proseguono nella paura, ma senza intoppi.

Durante i lavori, Neemia, in qualità di Governatore di Gerusalemme, dovrà affrontare anche alcuni problemi sorti all’interno delle mura: il primo sarà riportare giustizia fra nobili e poveri:

Durante il suo lavoro di Governatore, in Giudea si era venuta a verificare una grande carestia e povertà. Molti uomini avevano impegnato i loro campi, le case, tutti i loro averi, perfino figli e figlie, pur di poter comprare il grano necessario per sopravvivere alla carestia. Questo aveva comportato un maggiore impoverimento ed inasprimento delle condizioni di vita della maggior parte delle famiglie, mentre una piccolissima parte si era arricchita a dismisura, applicando anche tassi d’usura.

NEEMIA 5:1-5

Neemia si indigna profondamente con i notabili e i magistrati, rimproverandoli di prestare ad interesse ad i propri fratelli, e li obbliga a condonare completamente i debiti, restituire vigne, uliveti, case, le percentuali del denaro e a liberare quei figli o figlie che erano stati ceduti come servitori per pagare un debito.

Torniamo alla ricostruzione:

NEEMIA 6:1-2

Samballat, Tobia e gli altri nemici tenteranno diverse volte di organizzare imboscate a Neemia per ucciderlo, e così fermare la sua opera, ma Neemia non cadrà mai nei tranelli, e il lavori arriveranno finalmente a compimento:

NEEMIA 6:15-16

Ultimata la ricostruzione delle mura, e riacquistata quindi la sicurezza per il popolo, per prima cosa viene fatto un censimento COMPLETO e molto dettagliato di tutta la comunità. Il censimento è raccolto nel capitolo 7, e spiega in maniera molto dettagliata, nomi e numeri di tutti i superstiti, contando anche animali e altre proprietà.

Fatto questo, tutto il popolo si radunò come un sol uomo nella piazza davanti alla porta delle Acque, ed Esdra, lo scriba lesse la legge di Mosè a tutto il popolo, dalla mattina alla sera, e tutto il popolo era così felice da piangere per la commozione. Non solo lesse la legge, ma aiutato da 13 altri uomini (probabilmente scribi), la spiegarono a tutto il popolo, in modo che tutti potessero capire.

La gioia continua con la celebrazione della Pasqua, della festa delle capanne, e di tutte le feste comandate. Finalmente potevano riconsiderarsi un popolo a tutti gli effetti. Non più esuli o schiavi, ma uomini completi.

Per finire, il popolo digiunò e confessò tutti i suoi peccati. Il capitolo 9 è un lungo lamento in cui viene ripercorsa la storia dei figli di Israele, da Abramo al loro presente, in cui viene glorificato Dio per la sua giustizia.

NEEMIA 9:38

Viene ripristinato (messo per iscritto e sigillato dai Leviti e Sacerdoti) il nuovo patto, in cui il popolo tutto si sottomette alla legge di Mosè e alle sue prescrizioni, promettendo il pagamento delle imposte e il rispetto di tutte le normative (che non vado a leggere, ma che potete trovare al capitolo 10). Il capitolo 10 si conclude così: “noi ci siamo così impegnati a non trascurare la casa del nostro Dio”

Neemia finisce quindi la sua opera di governatore facendo ripopolare la città. Durante il suo mandato, egli ha quindi:

  • Ricostruito le mura
  • Protetto i lavori ed i lavoratori dai popoli confinanti
  • Amministrato i problemi della città
  • Ripristinata l’unità della comunità
  • Fatto rinascere letteralmente la città
  • Ripristinata la legge e tutte le sue prescrizioni (leggi, feste, tributi, ecc..)
  • Ripristinato le posizioni di Leviti e sacerdoti
  • Ripristinato il pagamento delle decime e nomina dei relativi responsabili

Fatto questo, Neemia rispetta la promessa fatta al suo re, ARTASERSE, e ritorna a corte per completare il suo periodo di servizio, e ci rimane fino a quando ottenne il congedo da parte del RE.

Ottenuto il congedo, Neemia ritorna a Gerusalemme, ma trova una situazione terribile. Tutto il lavoro che aveva fatto scopre essere stato vano:

La scrittura ci dice che:

NEEMIA 13:7-9
NEEMIA 13:10-11
NEEMIA 13:15-17
NEEMAI 13:23-25

Queste sono i problemi che Neemia dovette affrontare al suo ritorno a Gerusalemme, almeno quelli di cui le scritture Parlano

NEEMIA 13:30

Così si conclude il libro di Neemia.
La prossima settimana continueremo con il libro di Ester.

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