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- Informazioni Generali
Il libro dell’Ecclesiaste è il quarto dei 5 libri poetici presenti nell’antico testamento. Gli altri 4 sono: Giobbe (già trattato), Salmi (già trattato), Proverbi (già trattato) e Cantico dei Cantici.
Ognuno di questi 5 libri si prefigge uno scopo, ovvero di insegnare qualcosa.
– Giobbe insegna a gestire la sofferenza
– Salmi insegna come pregare
– Proverbi insegna come agire / vivere
– ecclesiaste insegna a gestire la gioia
– cantico dei cantici insegna ad amare
Il libro è stato scritto in Ebraico, e la sua redazione è avvenuta in Giudea nel 4° o 3° secolo a.c. ad opera di un autore ignoto che scrive sotto dettatura del Re Salomone. Qoelet è composto da 12 capitoli contenenti molte meditazioni sulla vita, con un impronta, apparentemente, pessimista.
Perché il nome Ecclesiasta? Partiamo dal suo nome originale:
Qoelet, in ebraico, è traducibile come il participio passato femminile del verbo “animare”, ovvero può essere tradotto in “colei che anima il discorso”. Tuttavia all’interno del testo, i verbi sono tutti al maschile, pertanto Qoelet viene interpretato quale nome proprio.
I Greci tradussero, nella traduzione greca dei 70, il termine “qahal” (ovvero, assemblea, nome da cui deriva il verbo Qoelet)in EKKLESIA, per cui EKKLESIASTES significa dunque “colui che partecipa all’assemblea”
- IL LIBRO
Quando abbiamo già incontrato Re Salomone? Nel libro affrontato la scorsa domenica, abbiamo incontrato un Re Salomone pieno di amore e di saggezza. Un padre amorevole ed affettuoso che prendendoci sulle sue ginocchia, ci insegna attraverso la sua saggezza il modo per avere una vita felice, lontana dal male e dai pericoli. Un padre amorevole che vuole proteggerci dai pericoli della vita.
In questo libro incontriamo un altro Re Salomone. Chi si ricorda la sua storia? Una volta insediato sul trono, chiederà a Dio una cosa molto importante: la saggezza, la capacità di discernimento necessaria per governare al meglio il regno ed il popolo. Proprio grazie a questa sua grande saggezza, il suo regno viene considerato uno dei momenti più felici del popolo ebreo. A metà del X secolo inizia la costruzione del tempio, che nonostante la grandezza, venne completato in solo 7 anni! Ricordiamo che Erode impegherà quasi 46 anni per ampliare il Secondo tempio.
Un uomo che ha tutto. Ma il suo potere e la sua fortuna non durano per sempre. Quale è il motivo della sua decadenza? Le donne… o meglio, il suo rapporto con le donne. Prese tantissime mogli, di tantissime culture, adoranti tantissimi altri dei… e questo si ripercosse sull’unità del pase, unità che finì per rompersi con la divisione in due regni.
E’ probabilmente in questo ultimo periodo che rincontriamo Re Salomone nel libro dell’ECCLESIASTE. Non è più un padre amorevole pronto a difenderci dal mondo e a darci buoni consigli.
Ora è un uomo vecchio e stanco, disilluso dalla vita e soprattutto deluso. Ha avuto molto, ha visto molto, ha vissuto molto e molte cose, nel bene e nel male.
Il libro si apre con un preambolo che è l’emblema di tutto il libro, ovvero:
LEGGERE ECCLESIASTE 1:1-6
LEGGERE ECCLESIASTE 1:16-18
Cosa ci fa capire questa introduzione? Il suo stato d’animo. Vanità, vanità… tutto è vanità. Nelle sue parole si sente la stanchezza che prova, stanchezza dalla vita, e tutto poi si cristallizza in una unica domanda, riportata più e più volte: Qual è il senso di tutto? Che senso ha vivere, lavorare, faticare, gioire o soffrire?
ECCL 2:15
ECCL 2:18-19
Un uomo vecchio e stanco, disilluso e deluso dalla vita. Che tanto ha fatto, ma nonostante questo, sente che a nulla è servito e a nulla servirà.
- Che senso ha faticare, se tanto tutti moriremo?
- Che senso ha essere giusto (e soffrire per questo) se tanto sia il giusto che il malvagio arriveranno alla stessa sorte? (la morte)
- Che senso ha accrescere la propria saggezza e conoscenza, se con la morte svanirà, e con il passare del tempo, non ne rimarrà traccia alcuna?
- Che differenza c’è fra l’uomo e la bestia? ECCL 3:18-19
Qual è la risposta che si dà? LEGGI ECCL 2:24-26
Vivi e goditi ora del frutto del tuo lavoro, perché domani morirai. Vivi e godi ora. Solo gli stolti mettono da parte e accumulano per il futuro.
LEGGI ECCL 3:11-15
Ma anche questa è vanità: anche il godere del proprio lavoro non è la risposta giusta, perché? ECCL: 4:4
Allora, quale potrebbe essere la risposta che tanto cerca? Forse la compagnia? ECCL 4:8-11
Eppure, in tutto questo pessimismo, in tutto questa rassegnazione, Salomone sembra quasi per un attimo riprendersi senza accorgersene. Sembra quasi riprendere vigore per un istante. Il capitolo 5 sembra un’estensione del libro dei Proverbi. Salomone dà consigli, buoni consigli. Dentro di se, sotto a quel grande strato di tristezza e disillusione, c’è sempre quel padre amorevole che vuole proteggerci.
Nel capitolo 7, ritorna a parlare di uno delle cose a lui più care, ovvero la saggezza ECCL 7:1, ECCL 7:11-12.
Ma tuttavia, non si ferma, non smette, e continua a ripetere quanto tutta la fatica, tutta l’esperienza che un uomo accumula nella sua vita, la saggezza, le ricchezze, le persone amate.. ogni cosa è solo vanità, ogni cosa sparisce, e quindi nulla ha veramente senso.
E allora, ora lo chiedo a voi. Qual è la risposta che tanto stà cercando e che non riesce a trovare? Qual è quella risposta che nessuno riesce a dargli?
La risposta è Cristo. La risposta è la salvezza della nostra anima.
Rispondendo alle sue domande:
- Che senso ha faticare, se tanto tutti moriremo? LUCA 12:22-34. La vita non è tutto qui, e la morte non è la fine di tutto! Matteo 16:26 Questa è la vera domanda!
- Che senso ha essere giusto (e soffrire per questo) se tanto sia il giusto che il malvagio arriveranno alla stessa sorte? (la morte) MARCO 9:43
Il libro si conclude con due capitoli completamente in antitesi con il resto del testo. Negli ultimi due capitoli, Salomone ci dà due consigli molto importanti:
Fate del bene finchè ne avete tempo. MATTEO 25, parabola delle 10 vergini
Cercate Dio ora, perché ora ne avete il tempo. ECCL 12:3.
La vera risposta arriverà qualche secolo dopo. LEGGO Matteo 6,25-34:
Le preoccupazioni
25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” 32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.