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di Massimiliano Puntin
In un periodo che va tra il 559 ed il 539 a.C. il panorama politico ed internazionale muta nuovamente. La crescente potenza dei Medi minaccia Babilonia, finché nel 539 Ciro, re di Persia e di Media, sconfigge Nabonedo, re di Babilonia, e ne abbatte il regno.
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L’impero persiano, che si estende dal fiume Indo sino all’Egitto, apre una nuova fase politica: invece di un governo dispotico e dittatoriale, il re Ciro permette ai vari esuli presenti a Babilonia, risultato delle molte conquiste del defunto impero babilonese, di rientrare in patria, di restaurare le proprie città e templi, di mantenere e riprendere, ove interrotte, le proprie tradizioni religiose
Nel cosiddetto “cilindro di Ciro” è stato ritrovato il testo del documento programmatico dopo la sua ascesa al trono: Ciro si proclama inviato dal dio Marduch a portare la pace e dichiara che concederà la libertà agli esiliati, nonché la restaurazione dei loro culti.
E’ da questo punto che partono i due libri che andremo a trattare, ovvero il libro di Esdra ed il libro di Neemia. Entrambi i libri trattano della liberazione degli ebrei dalla cattività assira/babilonese, la ricostruzione del tempio, e la purificazione del popolo.
Esdra Racconterà la prima ondata di rientro degli ebrei (circa 5000), il libro di Neemia tratta della seconda ondata, circa 80 anni dopo.
Facciamo un passo indietro. Siamo circa nel 620 a.c.. il Regno di Israele è caduto già da circa 100 anni, conquistato dall’impero Assiro. Il Regno di Giuda è guidato da RE Giosia, che darà via alla grande riforma religiosa attorno al 622 a.c.
Circa nel 627, il profeta Geremia, viene mandato da Dio ad avvertire il popolo (che si stava allontanando sempre di più dalla legge di Dio) che se non fosse tornato alla legge e a Dio, sarebbe finito preda dei popoli del Nord (l’impero Babilonese).
GEREMIA 25:1-25
1 Ecco la parola che fu rivolta a Geremia riguardo a tutto il popolo di Giuda, nel quarto anno di Ioiachim, figlio di Giosia, re di Giuda (era il primo anno di Nabucodonosor, re di Babilonia), 2 e che Geremia pronunciò davanti a tutto il popolo di Giuda e a tutti gli abitanti di Gerusalemme:
3 «Dal tredicesimo anno di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda, sino a oggi, sono già ventitré anni che la parola del SIGNORE mi è stata rivolta e che io vi ho parlato di continuo, fin dal mattino, ma voi non avete dato ascolto. 4 Il SIGNORE vi ha pure mandato tutti i suoi servitori, i profeti; ve li ha mandati continuamente, fin dal mattino, ma voi non avete ubbidito, né avete prestato l’orecchio per ascoltare. 5 Essi hanno detto: “Si converta ciascuno di voi dalla sua cattiva via e dalla malvagità delle sue azioni, e voi abiterete di secolo in secolo sul suolo che il SIGNORE ha dato a voi e ai vostri padri; 6 non andate dietro ad altri dèi per servirli e per prostrarvi davanti a loro; non mi provocate con l’opera delle vostre mani, e io non vi farò nessun male». 7 “Ma voi non mi avete dato ascolto”, dice il SIGNORE, “per provocarmi, a vostro danno, con l’opera delle vostre mani”. 8 Perciò, così dice il SIGNORE degli eserciti: “Poiché non avete dato ascolto alle mie parole, 9 ecco, io manderò a prendere tutte le nazioni del settentrione”, dice il SIGNORE, “e manderò a chiamare Nabucodonosor re di Babilonia, mio servitore, e le farò venire contro questo paese, contro i suoi abitanti e contro tutte le nazioni circostanti; li voterò allo sterminio e li abbandonerò alla desolazione, alla derisione, a una solitudine perenne. 10 Farò cessare in mezzo a loro il grido di gioia e il grido d’esultanza, il canto dello sposo e il canto della sposa, il rumore della macina e la luce della lampada. 11 Tutto questo paese sarà ridotto in una solitudine e in una desolazione, e queste nazioni serviranno il re di Babilonia per settant’anni.
12 Ma quando saranno compiuti i settant’anni, io punirò il re di Babilonia e quella nazione”, dice il SIGNORE, “a causa della loro iniquità; punirò il paese dei Caldei e lo ridurrò in una desolazione perenne. 13 Farò venire su quel paese tutte le cose che ho annunciato contro di lui, tutto ciò che è scritto in questo libro, ciò che Geremia ha profetizzato contro tutte le nazioni. 14 Infatti, nazioni numerose e re potenti ridurranno in schiavitù i Caldei stessi; e io li retribuirò secondo le loro azioni, secondo l’opera delle loro mani”.
La dominazione Babilonese inizia nel 602 a.c. Nel 597 a.c. Gerusalemme viene conquistata da Nabucodonosor. Il re di Giuda del tempo era Ioiakim. Il re muore prima di veder la sua città espugnata, e lascia il trono al figlio Ioakin. Il nuovo re, però, viene deportato nella prima grande deportazione, assieme a una parte dei notabili di giuda, e sostituito dai Babilonesi con Sedacia, zio di Ioiakin.
Nel 588 a.c. inizia la seconda deportazione. Sedecia (re per ordine dei Babilonesi) rompe il trattato di sottomissione all’impero babilonese provocando nel 586 a.c. il secondo assedio di Gerusalemme, il saccheggio e la distruzione del tempio, e la seconda (e molto più dura) deportazione.
Torniamo ora al “presente”. Siamo nel 539 a.c. e Ciro, imperatore di Persia, sconfigge l’impero Babilonse.
A questo punto, Ciro fa un editto inaspettato ed insperato: lo leggiamo sul libro di
2Cronache 36:22-23:
22 Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché si adempisse la parola del SIGNORE pronunciata per bocca di Geremia, il SIGNORE destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno questo editto: 23 «Così dice Ciro, re di Persia: “Il SIGNORE, Dio dei cieli, mi ha dato tutti i regni della terra, ed egli mi ha comandato di costruirgli una casa a Gerusalemme, che si trova in Giuda. Chiunque fra voi è del suo popolo, sia il SIGNORE, il suo Dio, con lui, e parta!”»
Questo è l’inizio della nostra storia. Da questo punto, esattamente da questo momento, si mettono in moto una serie di eventi, come in un effetto domino, che porteranno al compimento del più grande progetto della storia dell’umanità. Che porterà a noi. E trovo affascinante pensare come tutto questo inizi con un gesto semplicissimo quanto del tutto inaspettato. La decisione di un uomo. Un uomo che non aveva nulla a che fare con gli Ebrei ed il loro Dio, un uomo che aveva tutto il diritto di schiacciare e distruggere ciò che aveva conquistato.
I popoli conquistati sono una ricchezza enorme: sono schiavi, servitori, materia prima per l’esercito. Sono soldi e potere, eppure decide (senza nessuna motivazione apparente) di liberarsene e render loro la libertà. E da questo momento, pensateci: la linea temporale porterà a Cristo, alla vittoria del bene sul male, alla Chiesa, e a noi qui. Oggi. Se in quel momento Ciro avesse preso un’altra decisione, chissà dove saremmo tutti noi ora.
Affascinante.
Prima di trattare nel dettaglio i libri di Esdra e Neemia, vediamo di capire chi sono, e quali sono gli altri personaggi principali di questo racconto storico:
- Esdra: era uno scriba e condusse il ritorno del secondo contingente di ebrei dall’esilio babilonese nel 459 a.C.
- Zorobabele: Guiderà la prima carovana di rimpatrio a Gerusalemme, e diventato primo Governatore della nuova Gerusalemme, assieme a Shesbassar, getterà le basi per la ricostruzione del tempio (in due volte).
- Neemia: In principio Coppiere nel palazzo di Sushan e (si pensa) in amicizia con il Re Artaserse I. Tornato a Gerusalemme diventerà il nuovo Governatore di Giudea dopo Zorobabele
LIBRO DI ESDRA:
Il libro di Esdra è scritto in Ebraico con alcune sezioni in Aramaico, e l’ipotesi più seguita è che il testo sia stato scritto (da autori ignoti) circa fra metà 4 e 3 secolo a.c. (ovvero fra il 300 ed il 200 a.c., quindi almeno 300 anni dopo gli eventi descritti)
Nota importante, il libro non segue un una linea temporale corretta, ovvero, non racconta la storia in maniera lineare, dall’inizio alla fine, ma compie continui salti avanti ed indietro, in quello che a prima vista sembra un caos di nomi ed eventi, ma che in reatà è molto funzionale per capire appieno che cosa stesse succedendo. Noi seguiremo la linea cronologica adottata nel libro.
Il libro tratta tre grandi argomenti: Liberazione degli ebrei dalla cattività persiana e primo controesodo verso Gerusalemme, la ricostruzione del tempio e la Purificazione del popolo dalle contaminazioni di altre culture.
Il primo personaggio che viene trattato nel libro è Ciro, re di Persia, il quale emanò il famoso editto di Ciro, in cui proclamava: (LEGGI ESDRA 1:2-4)
Storicamente, questo fatto è stato comprovato dal ritrovamento del famoso “CILINDRO DI CIRO”, in cui non si parla direttamente di EBREI, ma si parla di TUTTI GLI ESILIATI.
I capifamiglia delle tribù di GIUDA e di BENIAMINO, i SACERDOTI ed i LEVITI si misero in cammino verso GERUSALEMME per ricostruire la casa del SIGNORE, ovvero il TEMPIO. Si calcola che questa prima ondata comprendesse circa 5000 uomini, su 42360 persone (dato fornito nel capitolo 2 di esdra), che marciarono per circa 4 mesi verso Gerusalemme.
Ma sostenere tutte queste persone e soprattutto l’inizio dell’opera di ricostruzione del tempio sono costose, ed è per questo che CIRO, oltre a proclamare che i popoli vicini avrebbero dovuto aiutare economicamente gli ebrei, restituì tutti gli utensili e le ricchezze che NABUCODONOSOR II, re di Babilonia, aveva sottratto al Tempio.
Re Ciro ordina a MITREDAT, il tesoriere di raccogliere tutti gli utensili e di consegnarli a SESBASAR, capo di GIUDA.
Nei primi capitoli del libro di Esdra c’è un inventario molto preciso di tutti gli oggetti (tipologia e numero) che vengono ritornati agli ebrei. Tutto il capitolo 2, infatti, si divide in due parti: Un censimento estremamente dettagliato relativo alla popolazione ebrea deportata, diviso per tribù, compito e numero, ed un inventario estremamente accurato di tutti i tesori (ma non solo) che Ciro riconsegnerà alla prima ondata di rientro a Gerusalemme.
Ad una prima lettura sembra un brano molto noioso e tutto sommato “inutile” alla comprensione della storia. Uno di quei capitoli che solitamente si salta a piedi pari per passare a parti più interessanti. Invece è un brano estremamente prezioso, che ci dice molte cose:
Prima su tutte, ci racconta e ci conferma le tesi storiche (comprovate) che l’impero assiro fosse un impero basato sulla documentazione quasi maniacale di ogni cosa. Ogni fatto storico, scambio, operazione di qual si voglia tipo… qualsiasi cosa veniva precisamente trascritta e riportata negli archivi storici… ed è solo grazie a questo che abbiamo avuto la possibilità di scoprire che ciò che viene descritto in questi libri della Bibbia, corrisponde a realtà.
Sarà anche molto importante per la seconda parte di questo racconto, ma ci arriviamo con calma.
La prima ondata tornò quindi nelle loro terre. Le scritture precisano che ogni famiglia tornò nella sua terra originaria, ed iniziarono a ricostruire (ESDRA 2:70).
Nel capitolo 3, L’autore del libro di ESDRA racconta che al 7 mese da quando i figli di Israele si furono ristabiliti nelle loro città, il popolo si radunò “come un sol uomo a Gerusalemme”, allora il figlio di Iesua, con i fratelli sacerdoti e Zorobabele ed i suoi fratelli, iniziarono la costruzione dell’ALTARE DEL DIO DI ISRAELE, in modo da poter offrire gli olocausti come comandato nella legge di MOSE’.
Il libro ci racconta che ricostruirono l’altare SULLE SUE BASI, ovvero posizionandolo dove si trovava prima della distruzione del tempio da parte dei Babilonesi.
Festeggiarono la Festa delle capanne, ed iniziarono ad offrire tutti gli olocausti comandati, in modo da ricominciare a seguire la loro legge, la legge Mosaica. E perché lo fecero? (chiedere) ma tuttavia la costruzione del tempio non era ancora iniziata. Per quello bisogna aspettare ancora qualche anno.
Diamo un po’ di date. Nel 535 a.c. le Fondamenta del Secondo Tempio erano già concluse, ma i lavori non proseguivano. Bisogna aspettare il 520 a.c. perché Zorobabele ne riprenda l’edificazione sotto l’influenza dei profeti AGGEO e ZACCARIA, che annunciarono che la conclusione del tempio avrebbe realizzato le speranze del popolo.
Zaccaria 3,1-7
La visione di Giosuè, il sommo sacerdote
Gb 1:6-11 (Is 64; Da 9:3-9) Is 44:22; 61:10
1 Mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, che stava davanti all’angelo del SIGNORE, e Satana che stava alla sua destra per accusarlo. 2 Il SIGNORE disse a Satana: «Ti sgridi il SIGNORE, Satana! Ti sgridi il SIGNORE che ha scelto Gerusalemme! Non è forse costui un tizzone strappato dal fuoco?» 3 Giosuè era vestito di vesti sudicie, e stava davanti all’angelo. 4 L’angelo disse a quelli che gli stavano davanti: «Levategli di dosso le vesti sudicie!» Poi disse a Giosuè: «Guarda, io ti ho tolto di dosso la tua iniquità e ti ho rivestito di abiti magnifici». 5 Allora io dissi: «Gli sia messo sul capo un turbante pulito!» Quelli gli posero sul capo un turbante pulito e gli misero delle vesti; l’angelo del SIGNORE era presente.
6 Poi l’angelo del SIGNORE fece a Giosuè questo solenne ammonimento:7 «Così parla il SIGNORE degli eserciti: “Se tu cammini nelle mie vie e osservi quello che ti ho comandato, anche tu governerai la mia casa, custodirai i miei cortili e io ti darò libero accesso fra quelli che stanno qui davanti a me.
Perché parla di Giosuè? Chi era Giosuè? Giosuè fu il successore di Mosè, il condottiero che portò gli esodati egiziani nella terra promessa, la terra di Canaan, La stessa terra che verrà loro strappata da Assiri e Babilonesi a causa dell’iniquità del Popolo. Parla di Giosuè perché rappresenta il popolo, il popolo a cui Dio aveva fatto una promessa. Il popolo che ora è vestito di vesti sudice e vive nel dolore, il popolo che ora Dio Salverà di nuovo e a cui darà nuovi abiti puliti e magnifici, ovvero darà di nuovo splendore a questo popolo.
Zaccaria 6,12
Gli parlerai e gli dirai: Così parla il SIGNORE degli eserciti: “Ecco un uomo, che si chiama il Germoglio, germoglierà nel suo luogo e costruirà il tempio del SIGNORE.
A CHI SI RIFERISCE? A Zorobabele, ma anche a Cristo.
Ma la vera domanda è: perché la costruzione si ferma per quasi 5 anni?
I LEVITI dai 20 anni in su furono incaricati di dirigere i lavori della CASA DEL SIGNORE. Il libro racconta che quando furono posate le prime pietre delle fondamenta, ci fu grande festa e grande commozione nel popolo. Ma qualcosa va storto.
A questo punto arriva un nuovo personaggio in questa storia, che proprio nuovo non è: è l’invidia.
I nemici di Giuda e Beniamino, quando vennero a sapere dell’inizio della ricostruzione del tempio, si avvicinarono a Zorobabele (che nel frattempo era diventato il Governatore di Giudea) e chiesero di poter partecipar anch’essi ai lavori.
LEGGI ESDRA 4:2
Ma la risposta di Zorobabele non li rende felici:
LEGGI ESDRA 4:3
Chi sono questi “nemici di Giuda e Beniamino”? Sono le popolazioni che vivevano in Giudea, rappresentate dalla Scrittura come i SAMARITANI. E’ anche per questo, che al tempo di Cristo (ma non solo) gli ebrei odiano così tanto i Samaritani.
Come affrontano il rifiuto da parte dei Giudei? Nel modo più umano possibile: Iniziano a boicottare i lavori. Prima con “semplici” molestie (sabotaggi) e corrompendo alcuni consiglieri (non meglio definiti), per far fallire l’opera di ricostruzione. Boicottano la consegna di materie prime (legno e pietra) e molto altro ancora, e questo durò per tutta la vita di Ciro, re di persia, e fino al regno di DARIO (re di persia successivo).
Ma la politica Persiana del tempo era a dir poco complicata. Storie di omicidi ed intrighi di palazzo da far impallidire le migliori serie tv contemporanee (o la migliore letteratura in merito). Serse I ed il padre Dario vengono uccisi da Artabano (che era il visir di SERSE I).
Marco Giuniano Giustino (uno storico romano del tempo) racconta che ARTEBANO aveva mire sul trono e uccise segretamente SERSE, per accusare DARIO di parricidio (omicidio del padre), ottenendo la sua esecuzione. Ciò che segue è poco chiaro, ma sembra che ARTABANO nominò sovrano il giovane ARTASERSE (il figlio di DARIO, troppo giovane ed inesperto per regnare), attribuendo però a se stesso i poteri di reggente.
Perché lo fa? Per generosità verso il giovane ARTASERSE? Ovviamente no.. Si crea un pupazzo di cui lui sarà il burattinaio.
Questa situazione durò però pochi mesi, perché ARTASERSE era giovane ma di sicuro non stupido, e se ne liberò presto (non si sa se lo fece uccidere o semplicemente cacciare).
I nemici di Giuda (Bislam(non definito), Mitredat (lo abbiamo conosciuto prima, era il tesoriere di Ciro) e Tebeel (non definito) scrissero ad Artaserse una lettera scritta in ARAMAICO:
LEGGI ESDRA 4:9-16
A questa lettera, il Re rispose : LEGGI ESDRA 4:18-22
Appena i Samaritani ricevettero la risposta di Artaserse, cosa fecero? Corsero di fretta a Gerusalemme dai Giudei, e li obbligarono A MANO ARMATA di sospendere tutti i lavori di ricostruzione.
A questo punto ci troviamo davanti ad alcune differenze storiche fra quanto riportato nel libro di Esdra, e quanto riportato dagli storici. I nomi dei Re Persiani vengono un po’ scambiati, ma questo non è importante. Non è importante chi fece cosa. La cosa importante è cosa venne fatto.
I Profeti Aggeo e Zaccaria (già affrontati in precedenza) convinsero con le loro profezie Zorobabele a riprendere la costruzione della casa di Dio a Gerusalemme.
Ah già: chi è Zorobabele? Zorobabele significa “Seme di Babilonia”. Si lui si sa che era figlio di Pedaia (seppure legalmente riconosciuto come figlio adottivo di Sealtiel (figlio di Ioaichin, 19° e penultimo re di di Giuda). Era pertanto discendente dei re di Giuda, ma più precisamente, era della stessa linea si sangue partita da Davide, e quindi antenato di Gesù. Il nome Babilonese di Zorobabele era Sesbazzar.
Dove abbiamo già sentito il nome Sesbazzar? All’inizio! Quando CIRO comanda al suo tesoriere MITREDAT di tornare al capo di Giuda tutti i tesori requisiti al tempio di Gerusalemme da Nabucodonessor.
ERA ZOROBABELE! E MITREDAT è lo stesso MITREDAT che poi tradirà i sui re unendosi alla causa Samaritana per bloccare la costruzione del Tempio di Gerusalemme. Esdra ci racconta fin da subito quanto MITREDAT fosse contrario alla scelta di CIRO. Ora tutto è più chiaro. I personaggi sono sempre quelli, ed la storia inizia a diventare più chiara!
Per cosa è famoso soprattutto Zorobabele? Primo governatore di Gerusalemme comandato direttamente da CIRO, guida del primo contingente di controesodo ebreo verso Gerusalemme, artefice della ricostruzione del tempio (il secondo tempio di Gerusalemme)
LEGGI ESDRA 5:3-5
A questo punto, non contenti, inviarono una lettera al re Dario di Persia, che troviamo ai versetti:
LEGGI ESDRA 5:7-17
Dario fa quanto richiesto, ovvero si mette a fare delle ricerche negli archivi.
Ecco che torna quanto precisato all’inizio: l’importanza della precisione di registrazione di fatti/eventi/scambi dell’impero Assiro. Ogni cosa veniva messa per iscritto, elencata e registrata.
Ed infatti, nel casetllo di Ameta, situato nella provincia di Media, si trovò un rotolo con scritto l’editto di Ciro. Quello che vi ho mostrato all’inizio dello studio.
A questo punto Dario rispose a Tattenai e a Setar-Bonzai quanto segue:
LEGGI ESDRA 6:6-12
Ci avviamo al finale di questo libro: I lavori possono finalmente riprendere senza grossi intoppi, ed il tempio viene finalmente ricostruito. Tattenai, Setar-Bonzai e gli altri governatori oltre fiume rispettarono l’ordine di Dario. Le scritture ci dicono che i lavori terminarono al 6 anno del regno di Dario, ovvero nel 520 a.c.
I figli di Israele, i sacerdoti, i Leviti e tutti gli altri reduci dell’esilio celebrarono l’inaugurazione con molti sacrifici, e ristabilirono finalmente sacerdoti e leviti secondo le loro classi e divisioni per il servizio di Dio a Gerusalemme, come scritto nel libro di Mosè.
Per finire, tutti i reduci finalmente festeggiarono la Pasqua, la festa per la liberazione dalla schiavitù, festeggiarono la festa degli azzimi e tutti erano felici e contenti.
Siamo dunque arrivati alla fine di questo libro, con il gran finale da film americano dove tutti sono felici, e tutti piangono dalla gioia? No, perché adesso deve appena iniziare il settimo capitolo (i capitoli sono infatti 10) che compongono questo libro, ma non prendete paura: questi ultimi 3 capitoli corrono veloci come fulmini.
Il libro ci dice che dopo queste cose (ovvero dopo la ricostruzione e le feste), il re ARTASERSE mandò a Gerusalemme ESDRA (che veniva da Babilonia). Esdra era uno scriba esperto nella legge di Mosè.
LEGGERE ESDRA 7:11-26
Ecco chi è Esdra, e quali sono i suoi compiti! Il primo è guidare il secondo controesodo.
A questo punto, in linea con lo stile Assiro, segue un capitolo (l’ottavo) dedicato ad una precisa lista e descrizione di tutti gli esuli ebrei che tornarono assieme ad Esdra, un resoconto preciso del viaggio che fecero per il ritorno, con lista di luoghi in cui si fermarono, e delle offerte che ricevettero, il tutto, trascritto con grande precisione.
LEGGI ESDRA 9:1-2
E qui finalmente arriviamo al capitolo finale del libro, in cui viene trattato il terzo grande tema di questo momento storico, ovvero la “Purificazione” del popolo dalle “influenze” esterne.
Quel’era il problema? Cattività Egiziana, Cattività Babilonese, Cattività Assira, ritorno in una terra confinante con altri popoli. Gli ebrei si erano legati ad altre culture mediante matrimoni con ragazze e donne provenienti da altri popoli, e questo aveva comportato l’immissione di leggi, usanze, divinità differenti all’interno del popolo Ebreo.
Il compito di Esdra sarà quindi quello di “setacciare” tutte le “impurità” ed allontanarle dal ceppo originale Ebreo, per ristabilire la “purezza”.
LEGGI ESDRA 9:3-15
Il tema è difficile, perché ad una mentalità moderna, sembra un atto di estremo razzismo ed intolleranza verso il prossimo. Inoltre per compiere questa operazione, ora verrà utilizzato uno strumento che a Dio non piace, ovvero il Divorzio.
Questo è un punto che andrebbe studiato per bene con uno studio dedicato. Tuttavia voglio ricordare solo alcune cose fondamentali:
Paolo poi dirà nella lettera ai corinzi:
1Corinzi 7:10 Ai coniugi poi ordino, non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito
QUALE ERA L’unico motivo per cui il divorzio era tollerato?
MATTEO 5:32: Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio.
MATTEO 19:9: Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Ma ancora più importante, dal vangelo di MARCO:
Marco 10:2-9
2 Dei farisei si avvicinarono a lui per metterlo alla prova, dicendo: «È lecito a un marito mandare via la moglie?» 3 Egli rispose loro: «Che cosa vi ha comandato Mosè?» 4 Essi dissero: «Mosè permise di scrivere un atto di ripudio e di mandarla via». 5 Gesù disse loro: «È per la durezza del vostro cuore che Mosè scrisse per voi quella norma; 6 ma al principio della creazione Dio li creò maschio e femmina. 7 Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, 8 e i due saranno una sola carne. Così non sono più due, ma una sola carne. 9 L’uomo, dunque, non separi quel che Dio ha unito».
Dio utilizza uno strumento che non ama, e questo è un tema ricorrente in tutto il libro e in tutto l’antico testamento. Ne abbiamo parlato anche la scorsa volta con il sermone di David: Ogni cosa è uno strumento di Dio, non solo chi pensa di essere “l’eletto”. Satana è uno strumento di Dio, gli egiziani, i babilonesi, gli assiri, i romani, giuda stesso è stato uno strumento di Dio.
Nel piano di Dio, tutti sono utili, e questo è un grande insegnamento di umiltà per chi crede di essere migliore di altri. Agli occhi di Dio siamo tutti uguali, e siamo tutti utili (ma non indispensabili) ai suoi scopi.
Tramite Esdra, Dio esige la separazione (ed il divorzio) all’interno delle famiglie composte da etnie diverse. Usa il divorzio, fa una cosa che sappiamo non piacergli (lo abbiamo letto poco fa dal vangelo di marco), utilizzando uno strumento che non gli piace. Eppure deve farlo perché c’è un piano più grande da rispettare, una tabella di marcia iniziata molto tempo prima e che porterà alla battaglia fra il bene ed il male, con la resurrezione di Cristo e la sconfitta di Satana, per la salvezza di tutto il genere umano. La posta in gioco è troppo importante.
LEGGI ESDRA 10:2-4
Esdra fece radunare tutti gli uomini di Giuda in Gerusalemme, e lo fece con la forza, Proclamò che chiunque non si fosse presentato entro 3 giorni, tutti i suoi beni gli sarebbero stati confiscati, e sarebbe stato escluso dalla comunità dei reduci dall’esilio.
Tutti gli uomini di Giuda e Beniamino (le due tribù che fecero parte della prima ondata) si radunarono entro 3 giorni nella piazza del tempio. Il sacerdote ESDRA parlò così:
LEGGI ESDRA 10:10-11
L’assemblea acconsentì, e dato che questa operazione avrebbe richiesto molto tempo, crearono una struttura organizzativa suddivisa per famiglie e capi tribù, e nel giro di poco tempo, fecero tutto ciò che era stato ordinato.
Per rimanere nello stile Assiro in cui è scritto il libro, questo si conclude con una lunga e precisa lista con i nomi di tutti coloro che si erano uniti ai popoli vicini, e che ora allontanavano la parte di famiglia non ebrea.