Schema
Introduzione

  1. L’affermazione di Girolamo: “Tutta la conoscenza scritturale è contenuta in questi libri”.
  2. Unità di 1 e 2 Cronache
  3. Autore: Esdra, scriba e storico
  4. Datazione: Intorno al 500 a.C. (durante la vita di Esdra e Neemia)
  5. Ispirazione: “Ogni scrittura è ispirata da Dio”.
  6. Storicità: Fatti del libro confermati dall’esplorazione di altre fonti.
  7. Scopo: far valere il principio che senza il favore divino, condizionato dalla condotta del popolo di Dio, il popolo di Dio non può veramente prosperare.
  8. Arco temporale: da Salomone a Ciro

Discussione

  1. Lezioni dalla vita di Salomone
  2. Modello per la condotta dei re di Giuda
  3. Rapporto dei profeti con i re
  4. Importanza e necessità delle cinque riforme
  5. La follia di confidare in alleanze straniere piuttosto che in Dio
  6. Il cattivo effetto dei matrimoni con stranieri
  7. L’uso che Dio fa delle nazioni per portare Giuda al pentimento
  8. Origene sugli strumenti musicali meccanici

Conclusione

01 – Introduzione

Girolamo aveva un’opinione molto elevata dei libri delle Cronache. Secondo lui, erano “un’epitome dell’Antico Testamento”. In un altro luogo, parlando dei libri delle Cronache, afferma: “Tutta la conoscenza scritturale è contenuta in questi libri”. Dopo aver studiato i libri di 1 e 2 Cronache, potreste non provare le stesse sensazioni che provava Girolamo riguardo a questi libri, ma è inevitabile che sentirete una relazione molto più forte con voi come membri della Chiesa del Nuovo Testamento.

La prova è piuttosto forte che 1 e 2 Cronache, così come le conosciamo oggi, siano state originariamente un’unica opera. Girolamo afferma che questi libri rimasero indivisi anche ai suoi tempi, anche se i traduttori della Septuaginta avevano fatto qualche divisione. La prova di Girolamo, così come quelle di Giuseppe e Origene, indicano ulteriormente l’unità di questi due libri.

02 – Note sull’autore

L’autore del libro di 2 Cronache è, con ogni probabilità, Esdra, che era uno scriba. Alcuni commentatori scelgono di parlare dello scrittore del libro delle Cronache come del cronista. Poiché nostra fede è che Esdra sia stato l’autore di questi libri, potremmo parlare di lui come cronista e come uno scriba. Il libro di 2 Cronache è ricco di affermazioni parallele che si possono trovare nei libri di 1 e 2 Re e nel libro di Esdra.

L’autore del libro delle Cronache frequentemente indirizza il lettore ad altri scritti, ai profeti e persino al libro dei Re nel corso del libro di 2 Cronache. Alcune delle opere a cui si fa riferimento in questo libro e verso cui il lettore presta attenzione, sono le seguenti:

  • il libro dei re di Giuda,
  • il libro dei re di Israele e di Giuda,
  • i libri dei re d’Israele,
  • il libro dei Re,
  • le parole dei re d’Israele,
  • le parole di Samuele,
  • le parole del profeta Natan,
  • le parole del veggente Gad,
  • la profezia di Ahia,
  • le parole del profeta Scemaia.

Queste sono solo alcune delle opere citate. Si dovrebbe sempre ricordare che il riferimento a un’altra opera non implica che l’autore del libro delle Cronache abbia copiato da quest’opera. Significherebbe che egli aveva conoscenza di quest’opera, però dobbiamo considerare il cronista come se avesse avuto divinamente queste Scritture. La data di stesura del libro di 2 Cronache si colloca probabilmente intorno al 500 a.C. Alcuni autori collocano la data di stesura più vicina al 400 a.C.; tuttavia, gli studiosi conservatori generalmente collocano la stesura del libro nel periodo in cui vissero Esdra e Neemia.

Ispirazione divina ed attendibilità storica

Per quanto riguarda l’ispirazione del libro di 2 Cronache, dobbiamo ricordare che “ogni scrittura è ispirata da Dio” (2 Timoteo 3:16). Considerare questo libro come ispirato, ci aiuta a preservare la nostra fede nell’attendibilità storica di tutte le parti dell’Antico e del Nuovo Testamento. Molti dei fatti contenuti in 2 Cronache sono stati confermati dall’esplorazione. Ad esempio, il fatto che Manasse fu portato a Babilonia dai capitani del re di Siria, il resoconto della grandezza militare di Uzzia, e i riferimenti alle attività edilizie presenti nel libro, indicherebbero certamente l’autenticità delle cose in esso contenute.

 L’obiettivo del libro di 2 Cronache è quello di far valere il principio che senza il favore divino, che dipendeva dalla condotta del popolo di Dio, il popolo del Signore non poteva prosperare. Il libro si occupa della grande e duratura stirpe di Giuda, e i re che vengono tracciati in tutto il libro di 2 Cronache sono tracciati nella misura in cui è posta l’attenzione su Giuda. Vengono fatti solo pochi riferimenti alla nazione di Israele, e questi sono fatti solo perché c’è un suggerimento su alcune pratiche di alcuni re che erano in Giuda. C’è anche un’indicazione dell’intenzione di preservare, come materiale storico, quello che rischiava di andare perduto: ovvero cose riguardanti il culto del tempio. C’è la prova del desiderio di voler salvare queste cose per i posteri, in modo che, a tempo debito, si possa ripristinare il culto come Dio voleva che fosse nel tempio.

04 – L’intero arco narrativo del libro

Il libro inizia con il regno del re Salomone e prosegue fino al meraviglioso annuncio di Ciro, il quale autorizzò il ritorno dei prigionieri di Giuda dalla loro schiavitù. Fu lui a sancire la ricostruzione del tempio nella città di Gerusalemme. Il libro, quindi, abbraccia un totale di oltre 400 anni.

05 – Lezioni dalla vita di Salomone

I primi nove capitoli del libro di 2 Cronache trattano di Salomone e del suo regno per l’istituzione del culto del tempio. Trattano anche, ovviamente, della morte del re Salomone.

Nel primo capitolo leggiamo la preghiera di Salomone per ottenere saggezza e conoscenza. Poiché lui aveva sapienza e conoscenza, Dio gli concesse grandi ricchezze, beni e onore di gran lunga superiori a quelli che erano mai stati raggiunti da qualsiasi re. Le preghiere dei cristiani, invece di includere cose materiali, dovrebbero piuttosto enfatizzare le cose di natura spirituale che quelle di natura materiale. 

Nel secondo capitolo vediamo che Salomone costruì una casa per il nome del Signore, dove il nome del Signore potesse essere conservato. Il nome del Signore fu conservato nel tempio della città di Gerusalemme, così come è conservato nella chiesa di nostro Signore oggi, dato che è il vero tempio del Signore. Il Suo nome è preservato. È vostra e mia responsabilità fare in modo che il tempio della chiesa di nostro Signore rimanga un tempio puro per il luogo di conservazione del nome del Signore. 

In 6,6 leggiamo: “Ho scelto Davide come capo del mio popolo d’Israele”. I re elencati nel libro di 2 Cronache hanno una posizione importante in quanto successori della vera stirpe di Davide. La linea dei re Davidi ci è quindi importante. Va ricordato che Gesù Cristo è venuto come re dalla stirpe di Davide. Il fatto che il nostro Signore “sia nato da Giuda” dovrebbe essere ricordata come una verità importante per ogni cristiano. 

Nel nono capitolo vengono descritti i confini della terra su cui regnava Salomone. Mentre ricordiamo la terra promessa dal Signore ad Abramo e alla sua discendenza, riconosciamo che Salomone regnava effettivamente su tutta la terra che Dio aveva promesso ad Abramo. Questa è una verità importante da ricordare, soprattutto quando noi, che siamo membri della chiesa di nostro Signore, oggi ci troviamo a parlare con coloro che non credono che la promessa fatta ad Abramo riguardo alla terra e alla sua discendenza che lui avrebbe ereditato, si sia adempiuta.

06 – Da capitolo 10 a conclusione

Sembra che la cosa più importante della prima sezione del libro di 2 Cronache sia la preghiera che Salomone recitò nel capitolo sei, versetti 14-42, riguardo al rapporto tra Dio e Israele. La preghiera è molto profetica, e il resto del libro, a partire dal capitolo dieci fino alla conclusione, è un commento storico che dimostra l’accuratezza dei principi enunciati. I principi erano che, se i figli d’Israele fossero stati fedeli a Dio, se avessero osservato la Sua parola e lo avessero glorificato nel culto che era stato loro ordinato, allora Dio li avrebbe benedetti e avrebbe guarito le loro ricadute nel peccato, però se si fossero allontanati dal Signore, e mentre i loro nemici li avrebbero divorati loro si sarebbero pentiti dei loro peccati e tornati al Signore, Egli li avrebbe accettati di nuovo. In realtà questo è il tema che viene ribadito in tutto il libro di 2 Cronache.

07 – Modello di comportamento dei re di Giuda

Nella discendenza di Giuda, dopo la divisione del regno unificato, ci furono 19 re e una regina. Dal punto di vista della loro condotta, circa la metà di essi poteva essere definita in generale come buoni e circa la metà come cattivi. Solo alcuni di loro possono essere considerati particolarmente eccellenti. Naturalmente, consideriamo ciò alla luce del resoconto riportato nel libro di 2 Cronache, e tendiamo a considerare queste cose alla luce particolare delle riforme portate avanti da Asa, Giosafat, Ezechia e Giosia. 

Notate ora una divisione, piuttosto arbitraria, sui re di Giuda. Prima di tutto ci furono re buoni, che poi peccarono. Per esempio: Giosafat, figlio di Asa, che poi si alleò con Acab di Israele. Ci sono stati alcuni buoni re il cui cuore si era momentaneamente “innalzato” e che tuttavia si sono pentiti di nuovo. Uno di questi in particolare fu Ezechia. Egli perse il controllo di sé momentaneamente e divenne molto orgoglioso. Ma il Signore lo castigò severamente ed egli si pentì. Nel libro ci sono tre re di cui si parla solo bene: Abiia, Iotam e Giosia. Ci sono stati alcuni re che hanno iniziato nella direzione di essere giusti, ma poi peccarono gravemente. Tali erano Ioas e Amasia.

 Ci furono anche re malvagi che non si pentirono: Ieoram, figlio di Giosafat; Acazia, figlio di Ieoram; e Atalia, una regina malvagia che era la madre di Acazia; c’era Acaz, figlio di Iotam; Amon, figlio di Manasse; Ioacaz, figlio di Giosia; Ioiakim, figlio di Ioacaz, e Ioiachin figlio di Ioiachin; c’era Sedechia, fratello di Ioiachin. Dio non riuscì a far pentire questi re. Indipendentemente dal tipo di punizione che mandò su di loro, essi rimasero fermamente nella loro iniquità.

C’era però un re malvagio che si pentì dei suoi errori per un po’ di tempo, ma tornò di nuovo a fare del male. C’è stato un re malvagio, almeno un re che ha iniziato nel modo sbagliato e poi è tornato a fare ciò che era giusto, il quale è ricordato come uno dei personaggi di spicco del libro di 2 Cronache: Manasse. Queste cose ci indicano che ci sono persone malvagie in questo mondo che non si pentiranno. Ci sono persone con cui entreremo in contatto che si pentiranno per un po’ di tempo e poi torneranno alla loro malvagità. E ci sono persone cattive che si pentiranno davvero. Anche se, i re di Giuda che non si sono pentiti sono stati molti di più di quelli che si sono pentiti, ce ne fu uno che si pentì davvero e divenne un re eccellente.

 Un’altra cosa di notevole interesse nel libro di 2 Cronache è che ci furono almeno due re che fecero un ottimo lavoro in base al resoconto del libro delle Cronache. A proposito di essi, si dice che i loro cuori erano “innalzati”. Divennero molto orgogliosi e confidavano in sé stessi. Uno di questi era Asa, figlio di Abiia, e l’altro era Uzzia.

 Per quanto riguarda tutti i re, si deve notare che non c’è uno schema generale da seguire secondo cui un re buono che ha un figlio, questi debba necessariamente agire rettamente. Oppure un re malvagio che ha un figlio, questi debba agire ingiustamente. Ci sono indicazioni secondo cui ci sono stati re buoni che hanno avuto figli, i quali hanno regnato rettamente, e ci sono stati re malvagi che hanno avuto figli che hanno regnato rettamente. Questi stessi casi prevalgono oggi, e vale la pena ricordare che solo perché un bambino è figlio di genitori malvagi, mondani ed empi, non è detto che il figlio segua le orme dei suoi genitori. Potrebbe elevarsi al di sopra del loro stile di vita. Questo, naturalmente, è in accordo con l’insegnamento delle Scritture:

che il figlio non porti l’iniquità del padre” (Ezechiele 18,17).

Tragicamente, è anche vero che il fatto che oggi ci siano buone persone cristiane, non è detto che i loro figli siano forti nel Signore come lo erano i loro genitori. Questa è sempre stata la natura dell’umanità. Non c’è necessariamente alcun conforto da trovare in questo, ma ci indica che è sempre stato così.

08 – Relazione dei profeti con i re

Nella saggezza del Signore, i profeti, uomini che parlavano a nome di Dio, furono previsti per istruire i re di Giuda e il popolo di Giuda sulle vie della rettitudine, che il Signore voleva che seguissero. Ci furono re di Giuda che ascoltarono i profeti inviati da Dio e ci furono re che non diedero ascolto ai profeti mandati dal Signore. Io e voi, come cristiani, riconosciamo che Gesù Cristo è il profeta (ovvero Dio stesso fattosi uomo, ndt) che Dio ha resuscitato. Naturalmente, dobbiamo dargli ascolto. Gli uomini che oggi ci parlano delle parole di Dio (evangelisti) devono essere considerati come profeti di Dio, in quanto portavoce di Dio. Dobbiamo essere guidati dalle cose che ci vengono trasmesse da loro, nella misura in cui le loro parole sono veramente parole di Dio. 

Nel libro di 2 Cronache vediamo il seguente rapporto tra profeta e re:

  • Natan a Salomone (9,29);
  • Semaia a Roboamo (12,5);
  • Azaria ad Asa (cap. 15);
  • Hanani ad Asa (cap. 16);
  • Micaia a Giosafat (cap. 18);
  • Jehu a Giosafat (cap. 19);
  • Eliezer a Giosafat (cap. 20);
  • Elia a Ieoram (cap. 21);
  • un profeta ad Amaziah (cap. 25);
  • Isaia a Uzzia (cap. 26);
  • Obed a Israele (cap. 28);
  • Isaia a Ezechia (cap. 32);
  • Ulda (una profetessa) a Giosia (cap. 34);
  • Geremia a Giosia (cap. 35).

09 – L’importanza e la necessità delle riforme

Anche il libro di 2 Cronache tratta dell’importanza e della necessità delle riforme. Ci furono cinque riforme principali e quattro di esse furono avviate da re. Si tratta delle riforme di Asa, Giosafat ed Ezechia (che fu la più grande riforma fino a quel momento). La più grande di tutte le riforme fu avviata da Giosia, nella quale una delle cose che spicca è il fatto che il libro di Dio era andato perduto per molti anni all’interno della casa di Dio. Voi e io possiamo imparare da questo: è possibile che la chiesa di nostro Signore oggi dimentichi l’importanza delle Scritture. Una delle riforme più entusiasmanti fu la riforma sacerdotale iniziata da Ieoiada. Mentre il resto delle riforme erano state avviate dai re, questa riforma fu avviata da un sacerdote di Dio ed è un episodio molto emozionante all’interno del libro di 2 Cronache. Va ricordato che voi e io, in quanto sacerdoti di Dio, potremmo trovare necessario riformare il nostro culto a Dio, rendendo tale culto conforme a ciò che il Signore ha comandato come culto a Sé stesso.

 Sia che le riforme siano state regali o sacerdotali, viene sempre indicato che c’è stata una riforma del culto di Giuda che li ha portati a tornare al vero culto del tempio che era stato stabilito da Dio attraverso Salomone. Si menziona anche l’abbattimento delle varie forme di culto idolatrico che i re empi avevano portato su Giuda. Allo stesso modo viene sempre menzionato il fatto che, quando un re malvagio arrivava al potere, avrebbe distrutto il tempio di Dio e si sarebbe sbarazzato dei vasi sacri. Egli avrebbe costruito dei luoghi alti dove il popolo poteva adorare idoli, come Baal e Astarte. Ma le riforme non avevano solo a che fare con l’edificazione positiva del culto di Dio, ma anche l’effetto negativo di abbattere il culto degli idoli. Questa è una preziosa lezione per noi cristiani del XX secolo, in quanto ci mostra che non è solo necessario insegnare ciò che è giusto nel culto cristiano, ma anche di mostrare ciò che è sbagliato nel culto che non è scritturale.

10 – Fiducia e alleanze straniere piuttosto che in Dio

Nel libro di 2 Cronache sono rese note le alleanze di alcuni dei re di Giuda con vari re stranieri. Essi vengono condannati per la loro fiducia in questi re e per l’aiuto che questi re stranieri potevano dare loro, invece di confidare nell’aiuto di Dio onnipotente. Alcuni re sono lodati per il fatto che hanno confidato in Dio e non si sono fidati delle alleanze stipulate con i re stranieri. L’alleanza che Asa fece con il re Ben-Adad di Siria contro il re Baasa d’Israele è riportata in 16,9. Giosafat fece un’alleanza con Acab, re d’Israele, contro gli Assiri (19,2 e 20,37). La chiesa di nostro Signore deve ricordare oggi che per vincere questo mondo per Cristo e per ristabilire il cristianesimo del Nuovo Testamento, la nostra alleanza deve essere completamente con il Signore; non possiamo raggiungere questi scopi attraverso alleanze con “le nazioni che ci circondano”. Di tanto in tanto, nell’ambito del denominazionalismo, vediamo tentativi di unire le forze. La Chiesa del Signore deve rimanere al di sopra di tali alleanze e i suoi predicatori devono restare lontani da alleanze che li coinvolgerebbero con coloro che proclamano l’errore. La nostra fiducia, la nostra completa alleanza devono essere con il Signore. Solo così potremo avere veramente successo nel compito divino che ci è stato affidato.

11 – Effetto dei matrimoni stranieri

Un’altra importante fase di studio nel libro di 2 Cronache è l’effetto dei matrimoni stranieri sui re di Giuda. Si fa riferimento al fatto che Salomone aveva sposato la figlia del faraone (8,11). Si fa riferimento al matrimonio di Ieoram con la figlia di Acab (21,6). Ci sono altre deduzioni nel libro che suggeriscono che, i re malvagi di Giuda condussero il popolo di Giuda a peccare a somiglianza dei re d’Israele, per via di ciò che avevano imparato dai re stranieri. È del tutto possibile che queste cose siano state apprese da mogli straniere. Questo è certamente indicato nei libri di 1 e 2 Re. 

I cristiani di oggi dovrebbero evitare relazioni matrimoniali con chi non è cristiano secondo l’ordine del Nuovo Testamento. Coloro che violano il buon senso in questa materia possono certamente aspettarsi di raccogliere molte ore o anni di sofferenza e delusione. Prima che il cristiano del Nuovo Testamento entri in una relazione matrimoniale, deve essere assolutamente certo che godrà di un’unità spirituale nel suo matrimonio, così come un’unità fisica e psicologica.

12 – L’uso di Dio delle nazioni per portare Giuda al pentimento

Lo scopo per cui il Signore si servì di varie nazioni e re per punire Giuda e alcuni re di Giuda fu quello di portarli al pentimento. Ci furono momenti in cui Dio usò Giuda per punire Israele. Ci furono anche momenti in cui Dio usò Israele per punire Giuda. Sisac d’Egitto venne a combattere contro Roboamo. I Filistei e gli Arabi furono mandati contro Ieoram. I Siriani vennero contro Ioas. Gli Edomiti e i Filistei furono mandati contro Acaz. L’Assiria, con Tiglat-Pileser come re, salì e combatté contro Acaz. L’Assiria venne contro Manasse. Nabucodonosor, re di Babilonia, combatté contro tre dei re di Giuda e alla fine portò Giuda in cattività babilonese. 

Il Signore nella sua provvidenza può oggi inviare al suo popolo prove del suo dispiacere nei suoi confronti. Mentre ci castiga, possiamo cogliere queste occasioni per pentirci di qualsiasi male sia evidente nella nostra vita per decidere di essere il tipo di cittadini del Regno celeste che il Signore vuole che siamo.

13 – Origine degli strumenti musicali meccanici

In almeno due occasioni nel libro di 2 Cronache si fa riferimento al fatto che fu Davide a dare origine all’uso di strumenti musicali meccanici per lodare Dio. Va ricordato che io e voi, che viviamo nella dispensazione cristiana, usiamo lo strumento che il Signore ci ha dato per lodarlo. Questo strumento è, ovviamente, il cuore. 

Dal cuore e con il cuore cantiamo salmi, inni e canti spirituali, facendo melodia nei nostri cuori al Signore (Colossesi 3,16; Efesini 5,19).

Conclusione

 Il libro di 2 Cronache si conclude con il resoconto di Ciro che dà un decreto per ricostruire il tempio nella città di Gerusalemme. Questa è l’ultima delle indicazioni del principio enunciato in 6, 14-42. Finché Giuda avesse fatto ciò che era giusto, Dio li avrebbe benedetti. Quando avessero peccato, Dio li avrebbe maledetti. Quando si fossero pentiti, Dio li avrebbe risollevati e benedetti. Questa storia è molto simile a quella della chiesa di nostro Signore oggi. Abbiamo un periodo in cui c’è un’enorme crescita. C’è una benedizione di Dio. Poi ci dimentichiamo di Dio, e le difficoltà, le prove e le avversità si imbattono in noi. Quando riformiamo la nostra vita, ci pentiamo e ci rivolgiamo a Dio, siamo di nuovo benedetti.

 Questo vale per la vita di ogni cristiano. Quando facciamo le cose che sono gradite a Dio, una grande benedizione viene su di noi. Può non essere sempre una benedizione materiale, perché ci sono grandi benedizioni spirituali che si accumulano per noi. Quando pecchiamo e allontaniamo i nostri sguardi dal Signore, è illogico aspettarsi le sue grandi benedizioni.

 Domande per la discussione in classe

  1. Qual è, secondo voi, il pensiero principale contenuto nel libro di 2 Cronache?
  2. Con quali due grandi sovrani inizia e finisce il libro?
  3. Chi è, secondo voi, l’autore di questo libro?
  4. Il riferimento a un’altra opera storica ispirata implica che il cronista abbia copiato da essa?
  5. Discutere l’importanza di 2 Cronache 6,14-42.
  6. Quanti re di Giuda sono nominati nel libro? Vengono nominate delle regine?
  7. Elencare i nomi di almeno dieci profeti o profetesse presenti in questo libro. A chi profetizzarono?
  8. Chi, secondo questo libro, ha dato origine all’uso di strumenti musicali meccanici nel culto a Dio?
  9. Fu un buon giudizio per i re di Giuda stringere alleanze con le nazioni che li circondavano?   Spiegare la propria risposta.
  10. Qual era la natura delle “riforme” descritte in 2 Cronache?
  11. Elencare tre grandi riformatori tra i re di Giuda.
  12. Chi fu, secondo voi, il re più importante di Giuda? Perché?
  13. Nominare un re malvagio il cui figlio ha governato con rettitudine. Nominare anche un re giusto il cui figlio governò in modo malvagio.
  14. Indicare un esempio eccezionale della provvidenza del Signore descritta in 2 Cronache.
  15. Qual è, secondo voi, la lezione più importante di questo libro per il regno di Cristo oggi?
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